Archivio mensile:maggio 2017

Lo stile delle case vittoriane

Le case vittoriane definiscono comunemente lo stile vittoriano ma questo “stile” è soprattutto un periodo storico. L’epoca vittoriana corrisponde approssimativamente all’epoca in cui la regina Vittoria ha governato la Gran Bretagna (1837-1901). Durante questo periodo, l’industrializzazione ha portato molte innovazioni nell’architettura. Vi è un’ampia varietà di stili vittoriani, ognuno con le proprie caratteristiche distintive.

Tipi di stili vittoriani includono: Secondo Impero, Regina  Anna, Stick, Shingle ed altri.

In generale Le case vittoriane le possiamo riconoscere da alcuni tratti caratteristici come:

1.    Tetto scosceso di forma irregolare, di solito con sporgenza frontale dominante2.    Shingles strutturati (e / o altri dispositivi) per evitare l’aspetto pareti lisce3.    Portico asimmetrico parziale o largo, di solito una storia alta e estesa lungo una o entrambe le pareti laterali4.    Facciata asimmetrica

Case per tutte le classi

In epoca vittoriana, la crescita della popolazione e la rivoluzione industriale che hanno visto una migrazione di lavoratori provenienti dalle campagne verso le città, hanno portato al boom di abitazioni successive negli anni Venti e XVIII che hanno visto la creazione di milioni di case. Occupate non solo dai ricchi ma anche dai nuovi “borghesi” e dalle classi dei meno abbienti.

Nelle aree prive di proprietà, le case vittoriane erano spesso molto piccole, ad esempio, case back-to-back costruite in condizioni estremamente anguste. Alcune di queste aree sono diventate baraccopoli o “rookeries”, e successivamente sono state cancellate. Alcune case più piccole e due a due piani sopravvivono, ad esempio a Salford, Greater Manchester.

Le case vittoriane per le classi medie e quelle superiori tendevano ad avere un alloggio per i servi, spesso impiegati per svolgere un lavoro notevole richiesto per mantenere la casa stessa, compresi i suoi camini che dovevano essere puliti e ben forniti.

Le case vittoriane delle classi medie e superiori auspicavano di seguire le forme più pure dell’architettura contemporanea, ad esempio gli stili di Revival gotico o Regina Anna.

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Tecniche di stampa antiche

Fin dall’antichità si conosceva la tecnica per riprodurre immagini in più esemplari. Questa tecnica è la Xilografia che è quindi molto antica.
La matrice per la stampa è in legno. Viene scavata con vari strumenti appuntiti e viene lasciato in rilievo il disegno che deve essere inchiostrato(timbro). È una tecnica che richiede grande abilità perchè il legno è irregolare. Il segno che sarà nella stampa non è molto regolare. Le linee rette sono più semplici da realizzare rispetto alle linee curve. Generalmente la xilografia è realizzata con inchiostro scuro, ma può essere con più inchiostri (ciò è raro). La stampa su carta viene realizzata con un torchio. Dopo il medioevo la xilografia viene quasi abbandonata, ma verrà ripresa dalle avanguardie artistiche del 1900 (espressionismo cubico) poiché nel segno xilografico si vede una forte espressività e semplificazione delle forme.

Incisione a Bulino

Questa tecnica si afferma nel Rinascimento, la praticavano artisti come Mantegna, Durer, Raffaello. Consentiva di riprodurre in più esemplari anche i capolavori dei grandi maestri. La matrice è in rame o argento. Viene incisa da un sottilissimo strumento chiamato “bulino” con il quale è possibile realizzare segni molto sottili e precisi e realizzare chiaro-scuri con tratteggi paralleli o incrociati molto fini. La lastra non viene scavata ma incisa nelle parti che devono essere inchiostrate. Mentre la xilografia è chiamata tecnica di stampa a rilievo, il bulino è una tecnica di stampa ad incavo.

Serigrafia

Consiste nel disegnare sulla trama della seta, distesa su appositi telai, il disegno da riprodurre e poi ostruire le maglie in tutte le zone che devono risultare bianche per mezzo di particolari sostanze gommose. Dopo di questo, il telaio così preparato, viene sovrapposto da un foglio di carta di riso, poi si stende sul tessuto l’inchiostro, per lo più colorato con un’apposita spatola di gomma. L’inchiostro passa attraverso le maglie aperte della seta e quindi sulla carta avendo come risultato la stampa.

Incisione a l’Acquaforte

La matrice è in metallo (rame, zinco ecc…), viene ricoperta con sostanze a base di cera. Con uno strumento appuntito viene incisa la cera per realizzare il disegno. Con sostanze a base di acido nitrico vengono effettuati dei bagni alla lastra affinché l’acido la corroda solo nelle zone in cui era stata tolta la cera. Verrà di seguito inchiostrata e si ottengono chiaro-scuri molto variati a seconda del tempo di immersione oppure a seconda della concentrazione dell’acido. Possono essere effettuati più bagni per ottenere chiaro-scuri. Un grande maestro dell’acqua forte fu il pittore spagnolo Goya.

Stampa Offset

L’evoluzione della litografia ha portato alla tiratura di stampe con il procedimento della macchina offset, tale procedimento permette di ottenere stampe soltanto da una matrice metallica che viene direttamente disegnata dall’artista con appositi strumenti appuntiti (bulini, ceselli, punte metalliche). L’inchiostratura del foglio avviene in modo automatico, grazie a rulli inchiostratori nei quali passa la lastra. L’immagine della lastra è a sua volta trasferita automaticamente su un rullo di gomma che la imprime su un foglio di carta. A differenza delle incisioni precedenti, con l’offset il disegno del soggetto non va eseguito in modo speculare, perché quando passa sul cilindro di gomma l’immagine è al contrario e viene poi raddrizzata sul foglio di carta stampata.

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